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Turner

Regia: Mike Leigh
Soggetto e sceneggiatura: Mike Leigh
Fotografia: Dick Pope
Musiche: Gary Yershon
Montaggio: Jon Gregory

Interpreti:
Timothy Spall (J.M.W. Turner), Paul Jesson (William Turner sr.), Dorothy Atkinson (Hannah Dandby), Marion Bailey (Sophia Booth), Lesley Manville (Mary Someville)

Durata: 150 minuti
Origine: Gran Bretagna/Francia, 2015

Uno sguardo all'ultimo quarto di vita di Joseph Mallord William Turner, pittore londinese nato nel 1775 e divenuto uno dei maggiori esponenti del movimento romantico. Scosso dalla morte del padre, amato dalla devota governante Hanna, stringerà un forte legame con la vedova Booth e insieme a lei vivrà una doppia vita, nella casa al mare della donna a Chelsea, dove morirà nel 1851.

LA PAROLA AL REGISTA

Mike Leigh (Salford, 1943) ha ricevuto diverse nomination all’Oscar, sia come regista che come sceneggiatore. Nel 2004 il suo film Il segreto di Vera Drake è stato Leone d’oro al Festival di Venezia.

Il suo film non è un classico biopic in cui si racconta la vita di un’artista, ma una riflessione sull’arte e sulla vita.
Sì, a un certo livello sì, non è un biopic, non ha una costruzione narrativa causale, ma una serie di immagini che sommate fanno una vita, è sicuramente una riflessione sull’arte e su quello che vuol dire essere un’artista. Non si vede il moto creativo perché è impossibile rappresentarlo, ma comunque nel film rifletto sulla figura dell’artista, un’occupazione che è anche fisicità, il sublime che si accompagna alla fatica: un aspetto che mi affascina.

Nel suo film non cerca di imbellire fatti e personaggi, una scelta in controtendenza rispetto ai biopic che vanno per la maggiore a Hollywood.
Credo che il successo del film sia dovuto anche a questo: quando si realizza un film sulla vita di un artista del genere ci si confronta con immagini iconiche, con miti che si decide di sfidare. Non solo in Turner, ma anche in tutte le mie pellicole cerco sempre di mostrare persone e vite vere: il sesso, l’amore non sono belli come nei film, perfino a Los Angeles le persone non sono belle come nei film di Hollywood. Fin da piccolo ho cercato la vita vera e ho sempre cercato di rimanere fedele a questa idea: all’epoca di Turner non si facevano mai la doccia, il grande artista non è una figura angelica, non lo si può rappresentare come se i suoi quadri fossero una proiezione ectoplasmatica della sua testa. Gli artisti si sporcano le mani. Comunque potrei farci un film di fantascienza su questa idea: artisti che creano opere come se fossero ectoplasmi.

Ha sempre pensato a Timothy Spall come interprete ideale?
Non ho chiesto a nessun altro di recitare la parte: ho sempre pensato che Spall fosse il più adatto. La sua preparazione è durata due anni e mezzo: ha imparato davvero a dipingere.

(www.xl-repubblica.it)