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Storia del teatro

Situato in piazza Carrobiolo (a pochi passi dall’Arengario), il cinema teatro Villoresi (circa 500 posti) occupa un edificio storico posto all’interno del complesso edilizio che ospita la comunità dei Padri Barnabiti monzesi e che comprende, oltre alla suddetta sala, il convento, la chiesa e l’oratorio del Carrobiolo.

La sala è operativa dai primi anni trenta , in qualità sia di teatro, sia di sala concertistica e soprattutto di cinematografo la cui programmazione avviene però solamente nei fine settimana, secondo un’usanza che sarà poi (nel dopoguerra) tipica dei cinema parrocchiali.

Si tratta quindi di un cinema di seconda visione, attento soprattutto a quelle pellicole di semplice intrattenimento nelle quali siano presenti il giusto rispetto per i valori tradizionali e un tono complessivo sostanzialmente edificante. In ambito teatrale il Villoresi dell’anteguerra risulta essere una sala importante (insieme al teatro Ponti; vedi), capace di offrire alla cittadinanza lavori di prosa e serate concertistiche.

Alla normale programmazione per famiglie si affiancano, in seguito, iniziative più ambiziose, di matrice prettamente culturale. Fin dal 1921 nasce infatti, nell’ambito dell’Oratorio dei Padri Barnabiti, la Pro Cultura, associazione culturale cittadina che, negli anni cinquanta e sessanta, propone principalmente conferenze e incontri con personalità più o meno note. A partire dagli anni settanta l’associazione diviene una sorta di cineclub con una programmazione cinematografica annuale di alta qualità, cui si affiancano, come sempre, conferenze, serate teatrali e concertistiche. In quel contesto (in genere le proiezioni avvenivano il giovedì sera) si dava spazio anche ad autori laici, progressisti e finanche poco sensibili ai valori cattolici poiché alla visione del film seguiva un ampio momento di discussione guidata, in genere, da intellettuali vicini al mondo cattolico.

Questa associazione culturale è stata diretta per circa un decennio (1974-84) da un gruppo di cinefili (tra i quali lo scrivente) in buona parte esterni all’ambiente cattolico (accolti nello spirito del Concilio Vaticano Secondo): in quella fase si è tentato di creare eventi di rilevanza nazionale quali l’anteprima assoluta per l’Italia de Le lacrime amare di Petra von Kant (Fassbinder, 1972; il 2 giugno 1982), conferenze su argomenti di storia del cinema con critici famosi quali Aristarco e Roberto Escobar, rassegne jazzistiche con ospiti del valore di Giorgio Gaslini. Momento culminante di quel periodo fu la creazione della rivista di studi cinematografici, “Schermo”, di cui vennero editi, tra il 1982 e il 1984, tre numeri a carattere monografico (rispettivamente sul Nuovo Cinema Tedesco, su Fassbinder e su Arthur Penn; vedi saggi su riviste) che ebbero una discreta diffusione nazionale.
Oggi, in uno scenario largamente mutato e assai difficile per la concorrenza diretta e schiacciante del mercato home video nel quale le pellicole divengono disponibili dopo soli tre mesi dalla loro comparsa nelle sale cinematografiche, la Pro Cultura prosegue il meritorio compito di offrire alla cittadinanza una serie di pellicole attentamente selezionate.

Tra i film più significativi, ospitati nella sala di piazzetta Carrobiolo, ricordiamo Terra madre (Blasetti, 1931) nel 1935, Piccolo mondo antico (Soldati, 1941) nel 1942, Scarface (Hawks, 1931) nel 1948 e L’armata Brancaleone (Monicelli, 1966) nel 1967. A partire dagli anni settanta la Pro Cultura ha programmato una trentina di film d’autore per stagione, organizzando spesso veri e propri cicli monografici. Tra i numerosi registi presi in esame si ricordano Olmi, Pasolini, Anghelopulos, Fassbinder, Wenders, Herzog, Arthur Penn, Altman, Godard, Truffaut, Bresson, Rohmer e Ingmar Bergman.
Tra i pianisti di fama nazionale e internazionale che si sono esibiti al Villoresi ci piace ricordare la monzese Rina Sala Gallo, Arturo Benedetti Michelangeli, Alberto Colombo e Nikita Magaloff.
La sala è stata radicalmente ristrutturata due volte, nel 1963 e nel 1985.


La sala intorno al 1930


Annuncio proiezione del film "Terra madre" di Blasetti (9 gennaio 1935)


La sala dopo la ristrutturazione del 1963

La sala durante una conferenza del giornalista francese Raoul Follereau (10 marzo 1964)


Piazza Carrobiolo intorno al 1965


L’ingresso del cinema nel 1965


Il sindacalista Pierre Carniti al cinema Villoresi nel 1966

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