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Le strutture del discernimento cristiano

  • 30 settembre 2017

Papa Francesco non impegna il suo magistero in una descrizione della struttura spirituale del discernimento cristiano; la sottintende. Per quanto ci riguarda ci sembra, invece, opportuno recuperare alcune riflessioni generali sulla figura del discernimento cristiano. Ci aiuta ancora una volta la riflessione del teologo A. Fumagalli.

Discernere sotto la guida dello Spirito
Secondo la fede cristiana è la relazione tra l'uomo e Dio che rende l'uomo capace di riconoscere e scegliere il bene a fronte del male, l'amore invece che l'egoismo. “L'immagine evangelica in cui Gesù parla di sé come della vite e dei suoi discepoli come tralci è al riguardo assai eloquente (Gv 15,141)” Tale relazione tra l'uomo e Dio è tessuta – secondo l’evangelo - dallo Spirito Santo che Cristo ha effuso sull'intera umanità.
Il discernimento cristiano è possibile solo se esiste una forte e intensa relazione fra l’uomo e il Dio di Gesù sotto la guida dello Spirito. Più precisamente: il discernimento cristiano non è una sorta di orientamento personale di cui poi si verifica la congruità con il vangelo e la Chiesa, ma è la lunga familiarità con lo Spirito che fa sorgere nel discepolo la capacità di discernere tra il bene e il male scegliendo il primo ed evitando il secondo. “Dando per scontato che lo Spirito, a seguito della Pasqua di Gesù, è stato pienamente effuso all'indirizzo degli uomini affinché siano condotti entro la comunione trinitaria, la sua scarsa incidenza sulla libertà può solo dipendere da quest'ultima, quand'essa si sottraesse alla sua attrazione. In concreto ciò avviene, per esempio, quando l'uomo, consapevolmente e volontariamente, omette di ricevere lo Spirito, trascurando i luoghi della sua certa presenza nella chiesa o anche omettendo di coltivare la ricerca della verità che lo Spirito sollecita diffondendo i semina Verbi e tracciando segni dei tempi nella storia personale, familiare, sociale degli uomini”.
[…] La relazione fra Dio e l’uomo cresce sotto l’azione dello Spirito Santo: “molteplici sono i luoghi in cui lo Spirito, che pur soffia dove vuole (cf. Gv 3,8), può essere percepito. Tra di essi alcuni lo sono in modo speciale: ci riferiamo alla Sacra Scrittura, alla liturgia e alla comunità cristiana”.

Discernimento cristiano e sacra scrittura
La Sacra Scrittura è per i discepoli di Gesù insuperabile testo di riferimento per la fede, per il sapere di Dio e dell’uomo e per l’agire da cristiani nel mondo. Sotto questo punto di vista la questione è: come lo Spirito ci fa comprendere le scritture in ordine al discernere e all’agire? […]

Discernimento cristiano e liturgia
La liturgia e in particolare i sacramenti sono il luogo dove, per la forza dello Spirito, l’esperienza di Gesù – e in modo eminente la sua passione, morte e risurrezione – e l’esperienza del discepolo si incontrano ed entrano in comunione. Questa è la fede e la pratica della Chiesa. Dal punto di vista del discernimento e dell’agire, la vita liturgico-sacramentale è il momento in cui l’ideale altissimo dell’amore che dà la vita – di Gesù che dà la vita –  incontra ed entra in comunione con la nostra vita di discepoli con le sue fragilità e le sue gioie. […]

Discernimento cristiano e comunità ecclesiale
Il discernimento personale non può mai essere ‘discernimento individuale’. L’uomo infatti non esiste se non come ‘essere in relazione’ e la stessa coscienza è sempre ‘coscienza di qualcosa o qualcuno’. Il discernimento cristiano si colloca così all’interno della prospettiva dell’aiuto fraterno, della correzione fraterna (secondo l’evangelo), dell’esortazione reciproca, del «portate i pesi gli uni degli altri» (Gal 6,2). La partecipazione a momenti di formazione e discussione sui temi della vita cristiana dove il confronto con altri discepoli di Gesù  consente di maturare una coscienza personale adeguata al compito del discernimento non può mancare nell’ordinaria vita di un cristiano. […]

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