Home / Il Convento / Riflessioni /

La gioia dell'amore

  • 04 febbraio 2017

È sano prestare attenzione alla realtà concreta, perché «le richieste e gli appelli dello Spirito risuonano anche negli stessi avvenimenti della storia, attraverso i quali la Chiesa può essere guidata a un'intelligenza più profonda dell'inesauribile mistero del matrimonio e della famiglia (A. L. 31).

Nell'Amoris laetitia papa Francesco chiede a tutta la comunità cristiana un'ampia e radicale capacità di ascolto. Lui stesso, all'inizio della sua esortazione, dichiara di aver vissuto questo atteggiamento verso i padri sinodali: «Ringrazio per i tanti contributi che mi hanno aiutato a considerare i problemi delle famiglie del mondo in tutta la loro ampiezza. L'insieme degli interventi dei padri, che ho ascoltato con costante attenzione, mi è parso un prezioso poliedro, costituito da molte legittime preoccupazioni e da domande oneste e sincere» (AL 4).

È ben noto come Francesco ami il poliedro che, diversamente dalla sfera, si presenta con una ricchezza irregolare di facce, l'una diversa dalle altre. Anche per questo motivo occorre ascoltare la realtà. Altrimenti rischiamo di ricondurla a come secondo noi dovrebbe essere, secondo i nostri schemi e le nostre regole, o le nostre «sfere», senza riuscire a cogliere come effettivamente è, nella sua poliedrica difformità.

L'esercizio che il vescovo di Roma chiede a tutta la Chiesa deve in particolare saper coniugare l'ascolto della parola di Dio e l'ascolto degli avvenimenti della storia, come egli stesso ricorda citando la Familiaris consortio di Giovanni Paolo Il. È questo il suo stesso modo di procedere: dopo aver dedicato il primo capitolo all'ascolto della parola di Dio, nel secondo si pone in ascolto di alcune sfide emergenti dal contesto attuale. Infatti, come dirà più avanti, proprio concludendo questo capitolo, «le realtà che ci preoccupano sono sfide. { ... } Se constatiamo molte difficoltà, esse sono - come hanno affermato i vescovi della Colombia - un invito a "liberare in noi le energie della speranza traducendole in sogni profetici, azioni trasformatrici e immaginazione della carità"» (AL 57). Francesco non è preoccupato di essere esaustivo, non pretende «di presentare qui tutto ciò che si potrebbe dire circa i diversi temi relativi alla famiglia nel contesto attuale» (AL 31). Indica piuttosto un metodo di discernimento, in cui parola di Dio e realtà concreta si illuminano vicendevolmente, grazie alla persona, o alla comunità, che sanno ascoltarle entrambe. La parola discerne la storia e al tempo stesso la storia, come luogo in cui risuona l'appello dello Spirito, consente una comprensione nuova e più adeguata della Parola stessa. Il capitolo primo si conclude, al n. 30, con il richiamo dell'«icona della famiglia di Nazaret». Uno degli episodi di quella famiglia, narratoci da Luca, ci mostra Gesù che nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, «li ascoltava e li interrogava» (Lc 2,46). Sono i primi due verbi che hanno Gesù come soggetto attivo nel racconto lucano. I primi atteggiamenti che caratterizzeranno il Risorto in Luca 24 saranno gli stessi: egli ascolterà i due discepoli di Emmaus, le loro fatiche, delusioni, ferite, e li interrogherà (cf Lc 24,17). Poi spiegherà loro la parola di Dio, ma soltanto dopo averli ascoltati e interrogati. Solo allora la Parola potrà tornare a far ardere il loro cuore. Questo è lo stile che Francesco chiede oggi alla Chiesa, perché cammini sulle strade degli uomini, ascoltando le loro domande, interrogando le loro fatiche, prendendosi cura delle loro ferite.

« Torna a tutte le riflessioni