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Domenica di risurrezione

  • 12 April 2020

Cristo è Risorto. Veramente è Risorto!
Christòs Anèsti Alithòs Anèsti!
Cristo è Risorto Veramente è Risorto!

Vi dicevo stanotte durante la Veglia pasquale di come i primi discepoli restarono imbarazzati e confusi di fronte alla risurrezione. Anche il vangelo di oggi lo attesta. Maria vede la pietra rotolata e corre a chiamare Pietro e Giovanni. Pietro arriva trafelato e non capisce bene. Giovanni ha una intuizione di fede più profonda. Poi il testo conclude dicendo: non avevano ancora compreso che egli doveva risorgere dai morti. La confusione e lo smarrimento sono notevoli.
Quando capirono ebbero il problema di che nome dare a quella cosa l’inedita e inattesa… e bella. Anche noi diciamo di fronte a certi eventi della vita: ‘non trovo le parole’. Ci pensarono un po’; si poteva dire: esaltazione, glorificazione, apparizione, stare in mezzo,…poi optarono, in un modo molto semplice, per ‘ri-alzarsi. Gesù si è rialzato. È risorto. Era stato de-posto…anzi si era ‘deposto’; si è ri-alzato…è risorto. I vangeli attestano chiaramente questa scelta.

Da un lato la descrizione di tutti i dettagli della ‘deposizione’: Gesù deposto dalla croce e posto nel sepolcro: Giuseppe d’Arimatea, Nicodemo, le donne, il sepolcro nuovo, i sigilli, le guardie. Dall’altro lato i racconti del sepolcro vuoto e dell’essersi rialzato di Gesù e del suo farsi vedere in piedi e vivo.
L’arte ha dato forma visiva ai racconti della deposizione. Penso a Rubens e alla sua deposizione dalla croce nel duomo di Anversa. Penso a Rubens e Caravaggio che in due tele molto simili colgono il momento in cui il corpo di Gesù che viene calato nel sepolcro. In mezzo forse bisognerebbe mettere la pietà di Michelangelo. Gesù deposto dalla croce viene deposto prima di essere deposto nel sepolcro, viene ‘deposto’ per qualche istante tra le braccia di Maria.

Dall’altro lato le raffigurazioni del momento in cui Gesù esce dal sepolcro. L’arte raffigura ciò di cui i vangeli tacciono. Quella di Piero della Francesca. Un piede ancora nel sepolcro e l’altro sul bordo. È già risorto e sta per balzare fuori per sempre dal sepolcro. Le guardie dormono. Il corpo di Gesù vibra di vita e il costato aperto sembra un semplice graffio. Cristo ci guarda dritti negli occhi. Il viso è ancora provato. Sembra ci dica: ‘ve l’avevo detto che il terzo giorno sarei risorto’. Sembra quasi ci rimproveri: cosa aspettate e a credere e a gioire.
Se oggi troviamo un po’ di tempo proviamo a guardare queste raffigurazioni artistiche. Forse questo ci aiuterà a restare per tutto il giorno nella gioia della risurrezione.

I vangeli attestano due formule di ‘risurrezione’: la prima: ‘Cristo è risorto’; la seconda ‘Dio ha resuscitato Gesù Cristo dai morti’. I primi discepoli avevano ben capito che il rialzarsi di Gesù era reso possibile da due azioni. Una dello stesso Gesù: il suo amore vero e concreto è più forte della morte. L’altra quella del padre. E come il Padre ha potuto lasciare Gesù in balia della morte ora con la sua forza lo sottrae alla definitività di essa.
Questa dinamica ci istruisce circa il modo in cui anche noi risorgiamo: nei sacramenti, nella vita concreta e dopo la morte.Da una parte entra in gioco la nostra capacità amare, il nostro sforzarci ogni giorno di fare del bene, il nostro resistere nel bene nelle ore dure e avverse. Il bene e l’amore, hanno una forza di vita enorme. Certo sono come il chicco di grano, piccolo e necessita di tempo per crescere. E così noi rischiamo certe volte di cadere nella sfiducia. Ci pare che il bene e l’amore finiscano in nulla. Ma non è così: Cristo in forza del suo amore è risorto, si è rialzato. E questo ci sostiene quando siamo tentati di cedere.
Dall’altra parte agisce la forza del Padre. Della forza del Padre sappiamo come agisce nei sacramenti e nella nostra risurrezione alla fine della vita. Poco sappiamo invece di come agisce nella nostra vita concreta facendoci ‘rialzare’, risorgere. O meglio: è come se la sua forza che ci rialza la riconoscessimo solo guardandoci indietro. Quando guardiamo indietro la nostra vita diciamo con certezza ‘là la forza del Padre mi ha aiutato a rialzarmi’. Nel presente il Padre sembra sempre assente. Ma è solo un’impressione. È la stessa cosa che sperimentarono i discepoli di Emmaus.

Questo momento duro passerà. Tre settimane ancora; poi, speriamo, il peggio passerà; poi si troverà un vaccino e tutto passerà.
C’è una differenza fra ‘passerà’ e ‘rialzarsi’ – risorgere -. Per rialzarsi, per tornare a vivere, servirà una enorme quantità di bene, una sovrabbondanza di gesti di bontà, una miriade di azioni buone in ogni campo della vita sociale. L’esempio è Gesù.
Circa la forza del Padre questa è certa. Noi mettiamoci due pesci e cinque pani e lui li moltiplicherà.

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