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Da oratorio a Centro Educativo

  • 01 giugno 2018

Gli ultimi giorni di maggio (il 24 e 25) sono stati caratterizzati dalla Festa per il 25° di Fondazione della Associazione Antonia Vita – Carrobiolo.  Qui di seguito le considerazioni di P. Davide Brasca, superiore della nostra Comunità

Non è stato facile.
Non è stato facile per i padri barnabiti trasformare la centenaria storia del glorioso oratorio Maria Vergine Addolorata in una esperienza ancora dedita all’educazione, ma con stile nuovo. Non è stato facile per la Congregazione spingere la proposta educativa verso quelle parti del mondo dei ragazzi e dei giovani dove i percorsi della costruzione della identità personale sono più complessi. Non è stato facile far confluire in un percorso comune sacerdoti, religiosi/e e laici. Non è stato facile scegliere e vivere un modello organizzativo: l’associazione, e riconfermarlo di fronte ai cambiamenti. Non è stato facile mettere insieme volontari e operatori, credenti e non credenti, adulti – anche attempati - e giovani volontari. Non è stato facile seguire, le amministrazioni pubbliche e il mondo della scuola nei vari e talvolta incomprensibili cambiamenti di pensiero e di organizzazione.
Ogni tanto qualche episodio doloroso sul piano organizzativo e personale si è verificato. Sarebbe superficiale e stolto non farne menzione anche in questa occasione di festa. Anche le cicatrici hanno un loro fascino e dicono della vita, quella vera.
Molte persone ci sono state vicino con amicizia, benevolenza, sostegno e anche denaro. Ricordo con simpatia che mentre stavo preparandomi a vedere la partita Italia-Inghilterra dei campionati europei del… ricevetti una telefona: una signora che ci aveva conosciuto e fatto volontariato per qualche tempo in Associazione aveva ricevuto una importante eredità e ci faceva una cospicua (proprio cospicua) donazione. Vincemmo la partita; ma potevamo anche perderla; quella telefonata e quel gesto di una persona che non conosco ancora oggi valeva la giornata e la gioia. E, memore della vedova del Vangelo che Gesù additò ad esempio, non voglio dimenticare nessuno nel ringraziamento.
Una menzione speciale per Don Augusto e la ‘sua’ Caritas: sempre vicino, discreto e concreto!

Non è stato facile ma è stato possibile.
A fare la differenza e a rendere possibile le cose sono sempre gli uomini e le donne. Prima e dopo i progetti, le strategie, i modelli organizzativi, sono sempre loro, gli uomini e le donne di buona volontà, che fanno la differenza. Con discrezione, per un pezzo di vita, con passione e fiducia.
Se la si pensasse diversamente non avrebbe senso la nostra Associazione. Noi siamo tenacemente abbarbicati – insieme a molti altri – alla convinzione profonda che vale la pena di aiutare i ragazzi e i giovani a venir grandi come uomini e donne di buona volontà e di ‘volontà buona’. Nulla ci importa del mestiere che ciascuno di questi ragazzi farà, dell’ascensore sociale, dei piani nazionali per il lavoro (in verità di tutto questo un poco ci importa), ci importa solo (ovvero, anche e di più) che diventino uomini buoni, capaci di fare un po’ di bene.
L’elevazione sociale, culturale e umana, l’impegno per il successo scolastico, l’apprendimento di uno stile positivo dello stare con gli altri, che è il nostro impegno come Associazione, hanno il loro senso solo in relazione al bene da scoprire (ce n’è tanto) e far crescere nel cuore e nella vita dei ragazzi.
È la nostra profonda convinzione come volontari, educatori, cittadini e credenti.

Ad multo annos

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