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Navata laterale sinistra

  • Madonna del Latte - Simone Peterzano
  • (1540-1596)

Nella seconda campata della navata, è situata la “ Madonna del Latte ” ( 2 ) con i Santi Giovannino, Paolo, Pietro, Giuseppe ed Elisabetta. Questa pala e l’altra con la Gloria di Ognissanti, ora nel corridoio a pianterreno del convento, di pressoché uguali misure, vengono ricordate dalle fonti più antiche nelle due cappelle in testa alle navate laterali, dedicate rispettivamente a San Paolo, che appare nel primo dipinto, e a Ognissanti, per un impegno preso dai Barnabiti al momento della demolizione della chiesa degli Umiliati che aveva lo stesso titolo. Con ogni probabilità proprio in occasione della consacrazione della chiesa e dei due altari le tele furono commissionate dai Barnabiti a Simone Peterzano (noto ai più come il maestro di Caravaggio): questi doveva aver già acquisito una certa notorietà in seno all’Ordine dei Barnabiti per aver realizzato, circa un decennio prima, agli esordi della sua attività milanese, due grandi dipinti con Episodi della vita di San Paolo nel presbiterio della loro chiesa di San Barnaba. Il pittore (1540. - 1596), di origini bergamasche ma attivo prevalentemente a Milano, si dichiarava allievo di Tiziano; una forte componente veneta sigla infatti le sue opere giovanili, come gli affreschi per San Maurizio al Monastero Maggiore (1572) e quelli già citati per San Barnaba (1573), mentre nei lavori successivi, a partire dai dipinti per la Certosa di Garegnano conclusi all’inizio degli anni Ottanta, rivela un cambiamento di linguaggio, attestandosi su modi ‘neoquattrocenteschi’ nel rigore formale e nella schematizzazione dell’impianto compositivo.

Sposalizio della Vergine - di Riccardo de’ Tavolini(1608-1678)

All’inizio della navata sinistra troviamo lo Sposalizio della Vergine  ( 1 ) di Riccardo de’ Tavolini(1608-1678). Già pala d’altare nella cappella dell’Addolorata (ora del Crocifisso ), subì nel corso dei secoli vari spostamenti all’interno della cappella laterale finché, all’inizio del ‘900, venne trasferito in chiesa con successive, diverse collocazioni. Scarse le notizie su Riccardo de’ Tavolini o Taurini (1608- 1678), conosciuto solo in termini di pura biografia: appartenente a una nota famiglia di intagliatori di origine tedesca (il padre Giovanni nel primo decennio del secolo realizzò gli armadi delle reliquie per il Duomo di Monza , lo zio Giacomo è autore di stalli corali e confessionali in San Celso e San Fedele a Milano) è considerato allievo di Camillo Procaccini dalle fonti che ricordano anche un suo soggiorno alla corte di Vienna. In quest’opera, l’unica allo stato attuale a lui attribuita, è dato rilievo particolare all’ambientazione architettonica e le figure allungate, definite da colori accesi dai toni acidi si riallacciano ancora a un linguaggio tardomanieristico, mentre nel volto affilato della Vergine e nella sua insolita acconciatura si possono cogliere suggestioni nordiche.

La terza campate apre alla cappella laterale (oggi: Cappella del Crocifisso ).

La quarta campata conserva una tela di pittore anonimo con la rappresentazione della Immacolata ( 8 )

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