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Lo spazio interno

  • Impianto a tre navate come nella costruzione del XIII secolo
  • (ristrutturato tra il XVI e il XVIII secolo)

L’interno della chiesa è perfettamente allineat0 alle norme tridentine in fatto di arte sacra dettate dalle nuove esigenze liturgiche, secondo l’interpretazione e le indicazioni proposte da San Carlo nelle Instructiones Fabricae del 1577.
L’edificio è strutturato in una sequenza longitudinale di tre spazi, ben individuati e distinti: le tre navate - la centrale coperta da volta a botte lunettata, scandita da arcate trasversali e illuminata dalla serliana della facciata e da quattro finestre laterali; le minori con volte a catino - separate da grandi arcate a tutto sesto poggianti su colonne; il presbiterio a cupola ribassata, che prende luce da due finestroni laterali e infine il coro, definito da una pianta quadrata. A questa configurazione è estranea la cappella dell’Addolorata (oggi cappella del Crocifisso), aperta nel XVII secolo.
Le due cappelle quadrangolari che si aprono in testa alle navate laterali e la zona presbiteriale si trovano a un livello rialzato rispetto al corpo della chiesa, situazione voluta fin dal 1581 dai Barnabiti che con questo intervento accentuavano la separazione tra lo spazio destinato ai fedeli e quello riservato alle celebrazioni, presbiterio, come disposto nelle Instructiones.
Per l’esecuzione degli affreschi della volta della navata centrale conclusi nel 1709 vengono chiamati nel 1707 i Fratelli Grandi di Varese che eseguono le quadrature. Per le medaglie e le parti figurative fu incaricato Andrea Porta coadiuvato da Andrea Mazzolini.
Al centro della volta è rappresentata s. Agata accolta in cielo dalla Vergine Maria e accompagnata da un volo di angeli, due dei quali reggono le tenaglie e la palma del martirio; nelle due campate adiacenti continua la visione dell’empireo con una Gloria di angeli attorno alla colomba raggiante e angeli musicanti.
Gli affreschi delle volte delle navate laterali, con Santi, angeli e quadrature che richiamano le precedenti decorazioni settecentesche di G.B. Riccardi (1762), sono opera di Luigi Morgari (1926). La chiesa è dotata inoltre di uno splendido organo di fattura monzese, realizzato nel 1850 dalla famiglia Tornaghi.

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