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La Cappella laterale: oggi Cappella del Crocifisso

Una riflessione previa
Il cammino di rinnovamento che cinquant’anni fa il Concilio Vaticano II indicava a tutta la Chiesa, invitò le Congregazioni religiose a ripartire dalle loro origini, abbeverandosi alle “fonti” storiche, studiando i fatti da cui è originata la loro esperienza, per osare una nuova fedeltà creativa al  Vangelo.
Quel lavoro durato decenni, è stato fruttuoso anche per noi Chierici Regolari di S. Paolo. Lo studio critico degli Scritti del Santo Fondatore Antonio Maria Zaccaria, degli Atti Capitolari dei primi decenni della vita dell’Ordine conservati nell’Archivio di “Casa Madre”, ci hanno riconsegnato i grandi riferimenti che da sempre hanno caratterizzato la nostra spiritualità e la nostra azione. I tratti, del resto mai smarriti, della nostra tradizione spirituale, quali il Crocefisso, l’Eucaristia e la passione per il continuo lavoro di conversione personale (“spirito di riforma”/conversione che Antonio Maria aveva appreso dagli scritti dell’Apostolo Paolo), sono stati riproposti ai Confratelli come temi di studio per una maggiore interiorizzazione del carisma di fondazione.

Il restauro del Crocifisso
L’occasione del recente restauro (2008) del Grande Crocifisso di Battista da Saronno (relazione tecnica dello “Studio Parma”), ha suggerito alla Comunità di dare una nuova collocazione all’opera affinché meglio si offrisse alla preghiera, e al contempo esprimesse quella centralità che fin dalle origini la nostra Congregazione diede al Crocifisso.
Collocato del tempietto che sovrasta il tabernacolo in cui la croce è come confitta, il Grande Crocifisso risplende oggi in tutta la sua bellezza. Due Icone “scritte” dall’Iconografo Silvano Redaelli, e collocate ai lati dell’accesso al piccolo presbiterio costituiscono come una deesis (supplica, intercessione). L’icona di destra (2,50 x 95) propone l’Apostolo Paolo, come è rappresentato nella  tradizionale iconografia. L’Apostolo tiene tra le mani il libro delle sue lettere, “ Il Vangelo della Croce ”. L’icona è stata commissionata dalla Comunità religiosa in occasione dell’Anno Paolino indetto da Papa Benedetto XVI (2008 - 2009).

L’impresa di San Barnaba
La seconda icona commissionata per l’Anno Sacerdotale (2009 - 2010) ritrae Antonio Maria Zaccaria, in abiti sacerdotali, rivolto al Crocifisso. Il Fondatore dei Chierici Regolari di San Paolo, delle Angeliche di San Paolo e dei Maritati di San Paolo, ha tra le mani la Chiesa-Convento dei Santi Paolo e Barnaba: “La casa dei Figlioli di Paolo Santo”, “ la casa del crocefisso ”(così come viene chiamata a volte in alcuni nostri scritti).
Antonio Maria non vi dimorò mai ma, nella lettera scritta da Cremona al Padre Bartolomeo Ferrari l’8 ottobre 1538  riferendosi al progetto di trasferire la comunità dei primi paolini dalla loro casa milanese nei pressi della Basilica di Sant’Ambrogio in altro luogo, parla dell’ “Impresa di San Barnaba”. Vagheggiata e voluta dallo Zaccaria, la nostra chiesa madre, dei Santi Paolo e Barnaba, fu edificata sulle fondamenta dell’ antica chiesetta milanese dedicata a San Barnaba  a partire dal 1545 per opera del Padre Giacomo Morigia.
Una stampa di Francesco Fisher del XVII sec. raffigura i tre Confondatori dei Barnabiti caratterizzandoli così: Antonio Maria Zaccaria con le lettere di San Paolo, Giacomo Morigia con la chiesa dei Santi Paolo e Barnaba e Bartolomeo Ferrari con la bolla pontificia di approvazione dell’Ordine.
Alla nostra Comunità è però piaciuto rappresentare Antonio Maria Zaccaria mentre offre la chiesa/convento dei Santi Paolo e Barnaba, non perché costruttore di quel tempio ma ben di più, di una forma di vita stabile nella chiesa, promotore di quel  “ fervore stabile e santo ” capace di riaccendere il fuoco dello Spirito nella città di Milano e aggregare sacerdoti, religiosi, religiose, laici, in una nuova avventura dello Spirito: autentica esperienza di Chiesa.
Sui paramenti liturgici del Santo, è stata posta l’abbreviazione in caratteri maiuscoli greci IC + XC con la piccola croce al centro, il “sigillo” con cui Antonio Maria amava contrassegnare i suoi scritti ( IC sta per Gesù ; XC sta per Cristo ; la piccola croce + per Crocifisso ).

La mensa eucaristica
La mensa eucaristica, o altare della cappella del Crocifisso, opera di fra’ Costantino Ruggeri, venne donata nel 1992 dalla Famiglia Paletti in memoria del figlio Riccardo pilota di Formula 1 , morto in un grave incidente nel Gran Premio di Montreal del 1982.
L’ inconsueta forma dell’unico blocco di marmo di cui è costituito l’altare,  reso come morbido dalla plasticità del modellato, porta impressi i segni della pressione delle dita nell’atto dello spezzare la materia, che nel nostro caso “si fa pane ”. Lungo il bordo superiore della mensa si trova scolpita una frase programmatica di S. Antonio Maria Zaccaria: “ Su, fratelli! Gettiamo via la negligenza e corriamo come matti, non solo a Dio ma anche verso il prossimo ” (Lettera II). Chi si nutre del pane eucaristico infatti, vive il dinamismo della carità/agàpe che conduce ai fratelli.

Una spiritualità tradotta in immagini

  • Il grande Crocifisso,
  • le icone di San Paolo e Sant’ Antonio Maria che intercedono presso il Cristo Crocifisso,
  • la mensa eucaristica  che suggerisce l’atto dello spezzare il pane ,
  • la frase incisa: Correte come matti

ci regalano, una bella sintesi degli elementi che stanno a fondamento della spiritualità dei Chierici Regolari di San Paolo: Crocifisso, Eucaristia, il Vangelo della Croce (Le lettere di San Paolo) e, da ultimo, Sant’Antonio Maria.
Ultimo , il posto dove lui scelse di stare, senza mai attribuirsi la paternità di quella esperienza dello Spirito, da lui voluta ma attribuita a S. Paolo e a Fra’ Battista da Crema (sua guida spirituale), “ l’uno e l’altro nostro beato padre ”).


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