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Il campanile

  • Romanico Milanese
  • (1339)

Il campanile in cotto a vista è oggi la parte più visibile e meglio conservata del complesso medievale: a pianta quadrata, richiama stilisticamente i campanili romanici lombardi a torre, caratterizzati dall'essenziale impianto decorativo, dall'alternanza dei conci in pietra bianca che creano un gioco cromatico, dalle monofore e dalle trifore della cella campanaria. Completano la
decorazione i tipici archetti ciechi su fondo intonacato bianco e i contrafforti angolari. Alcune fonti antiche riportano la data 1339 come anno di esecuzione del campanile, data riportata su una pietra rinvenuta sulla faccia meridionale del campanile stesso.

E' quanto resta, assieme ad alcune porzioni di muratura esterna, del preesistente volto medioevale dell'antica prepositura degli Umiliati. Malgrado gli evidenti rimaneggiamenti il manufatto, realizzato in laterizio e conci in pietra, rappresenta oggi, oltre alla parte meglio conservata del complesso originario, anche il più bel esempio di campanile romanico presente in Monza, ben visibile da tutti i punti della città.
Alcune fonti della fine del '700 ed una pietra rinvenuta sulla facciata meridionale del campanile stesso, riportano la data 1339 come l'anno della probabile costruzione.

Il campanile, collocato nell'angolo sud-est della chiesa è a pianta quadrata e si sviluppa in altezza per circa 30 metri. Stilisticamente l'opera rappresenta un bell'esempio del "romanico milanese", caratterizzato dal fusto massiccio e dall'essenzialità dell'impianto decorativo, con l'alternanza dei conci in pietra bianca e del cotto che crea un vivace contrasto cromatico, sia nei cantonali che nei contorni (ghiere) delle monofore e delle trifore; tutto ciò conferisce inoltre alla costruzione una maggior robustezza strutturale ed una più elevata resistenza agli agenti atmosferici.

La torre campanaria rivela uno speciale carattere architettonico. Ognuna delle quattro facce è divisa in quattro "specchiature" (o specchi) che, oltre al fondo intonacato bianco, sono coronate nella parte superiore da archetti ciechi finemente lavorati, nella parte inferiore da una "risega orizzontale" e lateralmente sono chiuse da lesene angolari arricchite con inserti in pietra.

Le prime due specchiature (partendo dal basso) sono divise a metà, in senso verticale, da una sottile lesena; sul lato sud la lesena verticale è stata spezzata dall'inserimento, a quota 18 metri, dell'orologio, che è stato recentemente restaurato. Si tratta quindi di un campanile che presenta una doppia specchiatura, frequente in età gotica, ma rarissima in età romanica, specialmente in ambito milanese.

La terza specchiatura presenta, ai quattro lati, delle monofore ornate a raggiera con un gioco di bicromia tra il rosso del mattone ed il bianco candido dei blocchetti di marmo, che genera, così come le lesene angolari, un meraviglioso chiaroscuro.

Nella specchiatura posta alla sommità del campanile troviamo la cella campanaria, aperta verso l'esterno con trifore ai quattro lati, suddivise da pilastrini in pietra arenaria sormontati da archi in mattoni e ornate a raggiera con lo stesso gioco di bicromia delle monofore sottostanti.
Al fine di assicurare la stabilità della cella campanaria, nel 2004 si è provveduto al consolidamento della base e al rifacimento totale, in metallo, del castello, nonché alla sostituzione delle ruote e dei ceppi delle campane.
Contemporaneamente si è provveduto alla fusione delle tre campane esistenti. Le nuove campane, portate a cinque per estendere le capacità sonore ed armoniche, in ossequio alle prescrizioni liturgiche, sono state dedicate, dalla più piccola alla più grande, a Sant'Agata, San Carlo Borromeo, Sant'Antonio Maria Zaccaria, San Paolo Apostolo e alla Madre della Divina Provvidenza.

Il tetto è del tipo "a pigna" (o "a pina"), cioè con quattro falde e copertura in coppi di laterizio.
Il campanile è accessibile tramite una stretta porta ed una scala di legno che si snoda lungo il perimetro interno, partendo da un terrazzo situato al secondo piano del Convento.



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