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Storia

L'ordine dei Chierici Regolari di San Paolo fu pensato nel 1532 da Antonio Maria Zaccaria (canonizzato da papa Leone XIII il 27 marzo 1897), da Bartolomeo Ferrari e da Jacopo Antonio Morigia quando, entrati in contatto con la realtà dell'Oratorio dell'Eterna Sapienza, si accorsero che il sodalizio era in crisi e progettarono di trasformarlo in una nuova realtà: la "Compagnia dei Figlioli e delle Figliole di Paolo Santo" ("Congregazione di san Paolo"), una nuova formazione religiosa che avrebbe dovuto essere composta da tre collegi: sacerdoti, religiose e laici.

Il collegio maschile venne approvato, prima ancora che i suoi membri iniziassero la vita in comune e si dessero una regola, il 18 febbraio 1533, con il breve apostolico Vota per quae di Clemente VII. Il 15 gennaio 1535 Paolo III con la bolla Debitum pastoralis autorizzò il collegio femminile della congregazione a costituirsi in monastero, ponendolo sotto la regola di sant'Agostino. Le religiose adottarono l'abito delle Domenicane e si diedero il nome di Angeliche. Il 25 luglio dello stesso anno il pontefice, con la bolla Dudum felicis recordationis, diede all'ordine maschile la qualifica di "chierici regolari". Nel mese di ottobre le Angeliche, che inizialmente non erano soggette all'obbligo di clausura, si trasferirono nel monastero di San Paolo presso la chiesa di Sant'Eufemia. Subito dopo lo Zaccaria si fece promotore anche del "terzo collegio", quello dei laici, che furono chiamati Coniugati o Maritati di San Paolo.

Immediatamente il nuovo Ordine sconvolse i milanesi per le sue pratiche, il suo modo di predicare, il suo modo di vestire e le sue penitenze. Tra le iniziative che sorsero proprio grazie a loro in quel periodo, si devono annoverare l'usanza di suonare le campane alle tre del pomeriggio di ogni venerdì, a solenne ricordo della morte di Gesù, e l'esposizione solenne dell'Eucaristia, a turno, nelle chiese della città (le Quarantore).

A causa del loro zelo religioso furono anche accusati di pelagianesimo, di essere seguaci del frate eretico Battista da Crema (morto il 1º gennaio 1534), di professare le eresie delle Beghine e dei Poveri di Lione. Per confutare tali accuse le autorità civili ed ecclesiastiche milanesi li sottoposero a due processi. Alla vigilia del primo, iniziato il 5 ottobre 1534 e conclusosi senza alcuna sentenza, iniziarono a praticare la vita comunitaria in povertà. Il secondo processo iniziò nel giugno 1536 e terminò il 21 agosto 1537 con una assoluzione piena.
Ancora prima che il processo terminasse, il vescovo di Vicenza, cardinale Niccolò Ridolfi, richiese l'aiuto dell'Ordine per riformare i monasteri della città. Il 29 novembre 1543, con la bolla Pastoralis officii cura, papa Paolo III li esentò dalla giurisdizione del loro diocesano.
I sacerdoti dell'Ordine iniziarono ad essere chiamati Barnabiti dopo il 1545, quando si stabilirono definitivamente presso la chiesa di San Barnaba. Infine, le Bolle di papa Giulio III Rationi congruit e Ad hoc nos Deus praetulit (22 febbraio e 11 agosto 1550), confermarono e aumentarono i preesistenti privilegi dell'istituto, che, da congregazione, da quel momento in poi diventò un ordine religioso nel senso canonico del termine.
I suoi membri, comunque, si attennero ancora all'usanza di chiamarla "la Congregazione".

Presto anche nel Veneto la loro opera cominciò a dare fastidio; nel 1551 furono cacciati dai territori della Serenissima e vennero nuovamente denunciati all'Inquisizione come eretici. Dagli atti dell'Inquisizione risultò che nella vita di queste nuove congregazioni c'erano alcune cose che non andavano (in base ai criteri di giudizio tradizionali). Venne deciso che dovevano assumere una fisionomia più aderente ai modelli di vita religiosa che si andavano delineando al Concilio di Trento. Qualcuno abbandonò, ma la maggior parte dei Barnabiti, in spirito di obbedienza e di sottomissione alla Chiesa, si adeguò alla decisione.
Il cardinale Carlo Borromeo, appena assunto l'incarico di arcivescovo di Milano, capì subito le potenzialità di questi sacerdoti e decise di sceglierli come strumento per la riforma della Chiesa Milanese. Fu proprio grazie all'assistenza del cardinale che le Costituzioni, che hanno ispirato e disciplinato la vita dei Barnabiti fino al concilio Vaticano II, furono promulgate nel 1579. I principali capitoli dell'Ordine si tennero, quindi, a Milano fino al pontificato di Alessandro VII (1655-1667), che ordinò loro di riunirsi a Roma.
Qualche anno più tardi il Vescovo di Ginevra Francesco di Sales si servì del loro aiuto per contrastare la diffusione del calvinismo in quella regione.
Nel 1582, papa Gregorio XIII, dietro sollecitazione del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, mandò dei padri barnabiti a Malta, e nel 1610 Enrico IV di Francia ottenne i loro servizi nella difesa del cattolicesimo a Berna, da dove si estesero a Parigi e ad altre parti della Francia.

Nel 1605 i Barnabiti decisero di dedicarsi a un nuovo tipo di apostolato: la scuola. Lentamente, questa sarebbe diventata la loro attività principale, anche se non lasciarono mai il ministero pastorale diretto e le altre forme di apostolato. Le prime missioni all'estero, in Francia, Austria e Boemia, risalgono proprio a questo periodo. L'imperatore Ferdinando II li invitò in Austria, nel 1627, per ostacolare la diffusione del protestantesimo, e diede loro la parrocchia di corte di San Michele, dove venne costruita una casa per alloggiarli.
L'ordine è anche proprietario della chiesa parrocchiale di Maria-Hilf a Vienna, famoso santuario eretto in ringraziamento per la liberazione della città dai Turchi da parte di Sobieski, nel 1683.

Il Settecento è considerato il "secolo d'oro" dell'Ordine: in questo periodo raggiunse il suo massimo splendore; grazie alla stima goduta da parte dei pontefici (Benedetto XIV) e dei re, gli vennero affidati incarichi di grande responsabilità. Nel 1718 papa Clemente XI aggregò cinque barnabiti alla missione di monsignor Mezzabarba presso l'Imperatore di Cina per tentare di risolvere la controversia dei riti cinesi. Non si ottenne alcun risultato concreto, ma, quando il resto del gruppo lasciò il paese, un membro dell'ordine, padre Ferrari, rimase in Cina, dove si stabilì prima a Pechino e poi a Canton. Da quel momento fino al 1738 i compagni di Padre Ferrari predicarono il vangelo in Cochin Cina, dove Padre Alessandro degli Alessandri fu per sedici anni vicario apostolico. Dato che la Santa Sede, intanto, desiderava una missione regolare barnabita ad Ava e Pegu, nell'attuale Myanmar, l'ordine si assunse quell'impegno, e la missione fu mantenuta fino al 1832, quando l'impossibilità di disporre di sufficienti persone, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi da parte di Napoleone, rese necessario il suo trasferimento alla Società Parigina delle Missioni Estere[1] Comunque, grazie al loro impegno nell'insegnamento, molti Barnabiti divennero grandi studiosi e scienziati e, dopo la soppressione della Compagnia di Gesù, gli subentrarono nella direzione di alcune delle loro opere.

Il secolo successivo, con l'invasione napoleonica, tutti gli ordini religiosi furono disciolti, così anche quello dei Barnabiti. Era il 1810. Nel 1814 la Congregazione fu riformata a Roma e nel 1825 a Milano, ma ormai era decimata. I pochi che risposero all'appello cercarono di rimettere in piedi l'Ordine con i pochi mezzi rimasti (la maggior parte delle proprietà erano ormai andate perdute). L'attività principale di questo periodo fu l'educazione della gioventù in scuole, convitti e oratori.

Agli inizi del novecento, con l'apertura delle scuole apostoliche, il numero dei Barnabiti ricominciò a crescere e l'Ordine cominciò ad espandersi nel mondo con l'apertura di comunità in Brasile (1903), Afghanistan (1931), Cile (1946), Argentina (1947), Stati Uniti (1948), Repubblica Democratica del Congo (1949), Canada (1961), Spagna (1964), Polonia e Filippine (1989), Albania (1996).
All'inizio del XX secolo, comunque, il Belgio si è dimostrato un rifugio provvidenziale per l'ordine, in quanto coloro che erano stati espulsi dalla Francia dal governo di quel paese si stabilirono a Bruxelles e in altre parti del vicino regno.

Con il concilio Vaticano II anche le Costituzioni sono state cambiate per renderle più aderenti alle nuove esigenze. Gli anni successivi al Concilio, con la crisi delle vocazioni, si è assistito ad un ridimensionamento delle comunità e delle attività; ma, in compenso, si sta assistendo all'internazionalizzazione della Congregazione: i Barnabiti non sono più soltanto italiani, ma anche latinoamericani, africani e asiatici.

La prima comunità del nuovo millennio è stata aperta nel 2003 in Messico.