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Taxi Teheran

Regia: Jafar Panahi
Soggetto e sceneggiatura: Jafar Panahi
Fotografia: Jafar Panahi
Musiche: rumori d'ambiente della città
Montaggio: Jafar Panahi

Interpreti: I passeggeri del taxi guidato da Panahi.

Durata: 92 minuti
Origine: Iran, 2015

A Teheran oggi. Un taxi percorre le strade della città, alla guida non c'è un normale conducente ma Jafar Panahi, il regista. Salgono passeggeri di diversa estrazione sociale che esprimono opinioni differenti. Da chi auspica pene capitali esemplari, a chi difende giovani donne colpevoli di essersi fatte trovare nei pressi di uno stadio. E poi anziane signore con pesci rossi al seguito e bambine di intelletto vivace. C'è anche spazio per un ferito in un incidente accompagnato dalla giovane moglie.

IL REGISTA

Jafar Panahi (Mianeh, Iran, 1960), regista di fama mondiale, è considerato un artista “scomodo” in patria, dove i suoi film sono stati spesso osteggiati e non distribuiti. Nel luglio 2009 Panahi viene arrestato una prima volta, per aver assistito a una cerimonia in commemorazione di una giovane manifestante, uccisa nel corso delle dimostrazioni seguite alla controversa rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Qualche mese più tardi, si vede rifiutare il visto per recarsi al Festival di Berlino. Nel marzo 2010 il regista è arrestato una seconda volta e trascorre 86 giorni nel carcere di Evin prima di essere rilasciato su cauzione a maggio. Invitato come giurato al Festival di Cannes, la sua poltrona resterà simbolicamente vuota durante tutta la durata della manifestazione. Ottiene il sostegno di numerosi cineasti di tutto il mondo. Nel 2010, Jafar Panahi viene condannato a non poter più realizzare film, scrivere sceneggiature, concedere interviste alla stampa e uscire dal suo paese per un periodo di tempo indeterminato, pena 20 anni di incarcerazione per ogni divieto violato, ovvero una pena complessiva potenziale di 80 anni di prigione. La condanna viene confermata in appello nell'autunno del 2011. Malgrado queste interdizioni, con l'aiuto di Mojtaba Mirtahmasb, realizza a quattro mani This Is Not a Film che, girato all'interno dell'appartamento di Jafar Panahi, descrive la vita quotidiana di un artista a cui è stato impedito di lavorare e che viene presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2011. L'anno seguente Panahi ottiene il Premio Sakharov per la libertà di pensiero del Parlamento europeo. Sarà la figlia a riceverlo nel corso di una cerimonia alla quale egli non può assistere. Nella scia dell'evento, co-realizza clandestinamente insieme a Kambuzia Partovi, un nuovo film intitolato Closed Curtain che gli vale l'Orso d'argento per la sceneggiatura al Festival di Berlino nel 2013. Nel 2015, sempre a Berlino, Jafar Panahi porta in concorso TAXI TEHERAN, primo film girato da solo e in esterni dal 2010. Osannato dalla critica, ottiene l'Orso d'oro (consegnato alla piccola nipote Hana Saedi, che è tra gli interpreti del film) oltre al Premio Fipresci. L’idea del regista è stata quella di posizionare un telefonino con telecamera incorporata sul cruscotto interno di un taxi e da quella posizione testimoniare scene di vita quotidiana. Questa operazione di Panahi è certamente importante, perché chiarisce come, con lo sviluppo delle attuali tecnologie leggere, sia praticamente impossibile 'impedire' di girare e far circolare le immagini.