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Sulle orme di papa Francesco

Caro Fratello, cara Sorella, cari Pellegrini,

era il 25 marzo ultimo scorso quando Papa Francesco fece visita alla diocesi di Milano. Quel giorno la Chiesa celebrava la solennità dell’ Annunciazione del Signore . La liturgia, annunciava a Maria e al mondo intero il desiderio di Dio di incarnarsi: « Non temere , Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù ».
Tutto questo fu possibile grazie al sì, di una semplice e umile ragazza, Maria appunto, che disse all’Angelo « Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto ».
Quel Mistero, annunciato il 25 marzo, giunge a compimento, 9 mesi dopo , il 25 dicembre, giorno in cui la Chiesa celebra un’altra grande solennità, quella del Santo Natale . È ancora un Angelo ad annunciarlo, lo ha detto ai pastori in quella Notte Santa: « Non temete , ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore ».
La cosa buffa è che in entrambe le situazioni le persone raggiunte da queste buone notizie (Maria e i pastori) inizialmente provano “un senso di timore”, sembrano quasi “volersi tirare indietro”, “non sentirsi all’altezza o degni”, invece poi… subito si mettono in movimento, si mettono in cammino.

L’Angelo e Maria
Maria disse all’angelo: « Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio ».
In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!».

L’Angelo e i pastori
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: « Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere ».

Anche noi, il 25 marzo, ci eravamo messi in cammino . Abbiamo visto strade piene di gente, con il desiderio nel cuore di vedere, incontrare, ascoltare Papa Francesco, con il desiderio di celebrare con Lui l’Eucaristia, di sentirsi Chiesa, di vivere una esperienza di comunione profonda e condivisa.
Anche ora, in questo tempo di Avvento-Natale, vogliamo, come pellegrini, rimetterci in moto, in cammino , anche attraverso un percorso, che tocca quattro luoghi significativi di Monza, che si snoda “dalla periferia al cuore della città”. In questo cammino, vogliamo ripercorrere i misteri della nostra fede cristiana: l’annunciazione, l’incarnazione, l’insegnamento di Gesù e dei suoi successori, la passione della Croce, il dono dell’Eucarestia e la gioia dell’incontro tra fratelli.
Nel compiere questo cammino, ad ogni sosta, incontreremo un “elemento liturgico” che era ben visibile e presente sul palco, lo scorso 25 marzo, insieme a Papa Francesco: il quadro-affresco dell’Annunciazione dell’Angelo a Maria, l’Ambone, la Sede Presidenziale o Cattedra, la Croce.
Quel giorno…: « Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture ?». - così si esprimono i discepoli di Emmaus, dopo aver incontrato il Risorto lungo la via e avere riconosciuto il Cristo Gesù nello «spezzare il pane»; forse anche noi, quel 25 marzo, abbiamo sentito il cuore ardere nel nostro petto.
Con la proposta di questo cammino, sulle orme di Papa Francesco, vogliamo far ardere nuovamente il nostro cuore, vogliamo muoverci e non solo commuoverci .
Se vorrai, sull’esempio di Maria, dei pastori, dei discepoli, non ti resta che iniziare questo percorso, un percorso che si fa a piedi, personalmente o a piccoli gruppi,  come vorrai organizzarti.
Percorso che muove inizialmente le gambe, ma che ha la pretesa di scaldare il cuore e la mente, di aprire gli occhi, di allargare le braccia, di elevare lo sguardo, …
«Buona strada!»

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