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Parlami di te

regia di Hervé Mimran

con Fabrice Luchini (Alain Wapler), Leila Bekhti (Jeanne), Rebecca Marder (Julia), Igor Gotesman (Vincent Houbloup), Yves Jacques (Eric)
sceneggiatura Hervé Mimran
fotografia Jérôme Almeras |
montaggio Célia Lafitedupont |
Francia 2018, 100'

Alain è un rispettato uomo d'affari e un brillante oratore, sempre in corsa contro il tempo. Nella vita, non concede alcuno spazio alle distrazioni e alla famiglia. Un giorno, viene colpito da un ictus che interrompe la sua corsa e gli lascia come conseguenza una grave difficoltà nell'espressione verbale e una perdita della memoria. La sua rieducazione è affidata a Jeanne, giovane logopedista. Con grande impegno e pazienza, Jeanne e Alain impareranno a conoscersi e alla fine ciascuno, a modo suo, tenterà di ricostruire se stesso e di concedersi il tempo di vivere.

Ispirato alla storia vera di Christian Streiff, ex CEO di Airbus e di PSA Peugeot Citroën, Parlami di te è la storia di una caduta e di una lenta ricostruzione. Grande oratore, alla maniera del personaggio che interpreta, Fabrice Luchini ha servito liturgie da antologia, riempiendo i teatri con i testi dei classici della letteratura francese: da Moliére a Rimbaud, passando per Flaubert, Labiche, Baudelaire, La Fontaine con una passione per le parole e il loro senso. Attore cerebrale e perfezionista, prende in contropiede il suo pubblico e sceglie con Parlami di te l'afasia. A corto di parole per la prima volta, l'artista incandescente trova nella commedia di Hervé Mimran l'occasione di lanciarsi, senza troppi istrionismi, in voli verbali di una comicità quasi sperimentale. [Marzia Gandolfi, MyMovies.it]

Il film Parlami di te , diretto da Hervé Mimran, nasce da una storia vera, che l'autore ha letto nel 2013 in un articolo di Le Monde. Quella di un grande e potente manager, Christian Streiff, ex presidente di Airbus e di PSA Peugeot Citroen, rimasto vittima di un ictus nel 2008, all'età di 54 anni, e che per parecchi mesi aveva nascosto la sua malattia, prima di essere licenziato per le sue diminuite capacità fisiche. Dopo una lunga riabilitazione, Streiff è riuscito a salire nuovamente ai vertici: nel 2013 era vice presidente del consiglio di amministrazione di Safran, ed è rimasto impegnato in vari incarichi dirigenziali.
Assieme al suo produttore, Mimran è riuscito a parlargli per convincerlo a fargli fare un film ispirato alla sua vicenda, che diventa una commedia sul linguaggio e un buddy movie sul rapporto di amicizia che si crea tra il manager e la logopedista, la persona incaricata di insegnare di nuovo, a un uomo adulto e fino alla malattia perfettamente padrone delle sue capacità, i rudimenti della lingua. Nel corso delle conversazioni avute con Streiff, Mimran ha scoperto che a 20 anni il suo più grande desiderio era quello di fare l'attore ma i genitori glielo avevano impedito. Questo gli ha fatto provare istintivamente simpatia per il lato umano di un personaggio che inizialmente appare detestabile e gli ha offerto la possibilità di svilupparlo maggiormente in fase di sceneggiatura, dando anche a Christian Streiff la chance di realizzare in piccolo il suo sogno: il vero manager appare nel film nella sequenza ambientata al centro per l'impiego. [Coming Soon]