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Lei

Regia: Spike Jonze
Soggetto e sceneggiatura: Spike Jonze
Fotografia: Hoyte Van Hoytema
Musiche: Arcade Fire con brani musicali di Owen Pallett
Montaggio: Jeff Buchanan

Interpreti:
Joaquin Phoenix (Theodore), Samantha/lei (voce nella versione originale: Scarlet Johansson; nella versione italiana: Micaela Ramazzotti), Amy Adams (Amy).

Durata: 126 minuti
Origine: Stati Uniti, 2014

A Los Angeles Theodore, uomo sensibile e colto, di professione scrive lettere per altre persone. L'uomo resta affascinato da un nuovo, sofisticato sistema operativo, che promette di essere uno strumento unico ad altissime prestazioni. Attiva il contatto e gli risponde una voce che dice di chiamarsi Samantha, dolce e spiritosa. E' l'inizio di un'amicizia che diventa sempre più profonda.

LA PAROLA AL REGISTA

Spike Jonze (Rockville, USA, 1969) famoso realizzatore di videoclip e spot pubblicitari, vincitore di numerosi MTV Video Music Award è anche un fotografo molto apprezzato dai magazine americani.
Come regista cinematografico ha esordito nel 1999, con l’originale Essere John Malcovich .

Il suo è un film su una storia d’amore ma anche sulle contaminazioni: si vedono i videogames e si vede internet. Che cosa l’ha affascinata in questo tipo di esplorazione?
Sai, questo film non l’ho fatto da solo. E con tutta la mia crew abbiamo cercato di fare un film che raccontasse cosa si prova a essere vivi oggi, di cosa si prova nel cercare di creare un legame con gli altri e di come la tecnologia ci può aiutare o ostacolare. Ho provato a scrivere di cose che sto provando a capire, per le quali sono confuso, in termini di come creiamo le relazioni, di come non ci riusciamo o aspiriamo a farlo.

La cosa affascinante del film è che non c’è una posizione tra il fascino della virtualità e il grido d’allarme di tutto ciò.
Probabilmente è perché provo sentimenti contraddittori su questo e volevo rappresentarli tutti. In più di natura provo sempre a non giudicare, a essere aperto alle possibilità. Nella vita come nel lavoro. La tecnologia è complicata: ci sono cose positive e negative proprio come in ogni cosa.

È un film sul presente, con un occhio al futuro, ma molto radicato nel passato, in questo bisogno di relazionarsi con qualcuno, di amore, di essere riconosciuti...
Non ho mai pensato a questo film come radicato nel passato, ma come una cosa di eternamente presente. Questo bisogno lo proviamo fin da quando abbiamo madri e padri, probabilmente anche gli uomini delle caverne già provavano questi sentimenti. Credo che questo bisogno di legami e intimità sia più complesso oggi, perché le nostre vite si muovono molto velocemente grazie alla tecnologia, che ci permette di avere un afflusso di informazioni enorme, una comunicazione rapida e veloce. Riceviamo tantissime mail e ci si aspetta una reazione, una risposta in tempi rapidissimi. Le aspettative che noi poniamo nei nostri confronti sono elevate e questo rappresenta una sfida per la nostra vita. Siamo duri con noi stessi. Forse lo siamo sempre stati, ma oggi, vista la situazione attuale, lo siamo ancora di più e questo ci impedisce di creare legami.

( www.everyeye.it )