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Le invisibili

regia di Louis-Julien Petit
con Audrey Lamy (Audrey Scapio), Noémie Lvovsky (Hélène), Laetitia Grigy (Monique), lpha Van Meerhaeghe (Chantal), Corinne Masiero (Manu), Déborah Lukumuena (Angélique) | sceneggiatura Marion Doussot, Claire Lajeunie, Louis-Julien Petit
fotografia David Chambille
montaggio Nathan Delannoy, Antoine Vareille

origine: Francia 2018
durata: 102'

Quando il comune chiude Envol, il centro di accoglienza femminile per cui lavorano, le assistenti sociali Monique, Chantal, Audrey ed Hélène cercano di aiutare il gruppo di senzatetto a trovare un lavoro. Per farlo, decidono di mantenere aperta la struttura illegalmente. Fra profonde crisi personali, enormi difficoltà di inserimento, tradimenti e amori, le donne cercano in ogni modo di inserirsi nel mondo del lavoro.

Con i precedenti Discount , storia di resilienza di un gruppo di cassiere sottopagate sostituite dalle casse automatiche, e Carole Matthieu , atto di accusa di un medico del lavoro contro un'azienda dalle tecniche manageriali intollerabili, Louis-Julien Petit aveva già dimostrato d'impiegare il cinema come tribuna per affrontare realtà difficili, andando al di là della semplice osservazione sociale. Le invisibili non fa eccezione e orchestra un terzo atto di disobbedienza civile. Radioso come Discount , il nuovo film di Louis-Julien Petit volge una suggestiva materia documentaria sul quotidiano di donne senza un domicilio fisso in una brillante commedia sociale. E tutto funziona a meraviglia, a partire dal casting condotto da quattro attrici resistenti: Audrey Lamy, Corinne Masiero, Déborah Lukumuena e Noémie Lvovsky. Al loro fianco una dozzina di donne che hanno conosciuto la precarietà e la strada, attrici non professioniste le cui vite hanno in alcuni casi ispirato il loro ruolo. Dirette con grazia e filmate col cuore, le interpreti si rivelano dentro un film che fronteggia l'incapacità delle civiltà moderne di farsi carico della sorte dei più fragili. In perfetto equilibrio tra cinema impegnato e feel good movie, Le invisibili insinua in maniera sottile la violenza della strada (l'aggressione sessuale) e il terrore come norma quando una donna è fuori nel mondo. Profondamente toccato dal libro di Claire Lajeunie ("Sur la route des invisibles: Femmes dans la rue"), l'autore francese trascorre un anno nei centri di accoglienza per raccogliere testimonianze e realizza un film che dona voce alle donne dimenticate dal mondo e a quelle che le sostengono, accogliendole 'senza condizioni' e alleviando la loro angoscia quotidiana. Due categorie impercettibili agli occhi della società convergono al centro di una riflessione che trasforma progressivamente la disperazione in un energico gesto di insubordinazione e di solidarietà, la tragedia annunciata in commedia sensibile. Elusa qualsiasi idea di moralismo o di miserabilismo, Louis-Julien Petit sceglie il sorriso e l'ottimismo, cogliendo il côté solare dei centri di accoglienza, i volti, le persone, le personalità, i caratteri, le traiettorie. Pesca le 'vere invisibili' e le porta sullo schermo, rivelando le donne dietro ai personaggi e trovando insieme a loro la speranza. Nessuna risoluzione miracolosa, la vittoria è quella dei valori, è il processo di rilancio di individui umiliati e dimenticati che ritrovano la propria dignità denunciando un sistema sociale talvolta incoerente.
[Marzia Gandolfi, MyMovies.it]