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Lasciati andare

Regia: Francesco Amato
Soggetto e sceneggiatura: Francesco Bruni, Davide Lanteri, Francesco Amato
Fotografia: Vladan Radovic
Musiche: Andrea Farri
Montaggio: Luigi Mearelli

Interpreti:
Toni Servillo (Elia Venezia), Veronica Echegui (Claudia), Carla Signoris (Giovanna), Luca Marinelli (Ettore), Pietro Sermonti (Roberto), Giacomo Poretti (ing. Biraghi).

Durata: 102 minuti
Origine: Italia, 2017

Separato dalla moglie, Elia Venezia, psicanalista ebreo, si sta a poco a poco chiudendo in se stesso. Per frenare una brutta tendenza all'ingrassamento e avvertito da un lieve malore, si mette a dieta e si iscrive in palestra. Così nella sua vita irrompe Claudia, che quasi senza darlo a vedere gli cambia la vita...

LA PAROLA AL REGISTA

Francesco Amato (Torino,1978) dopo aver frequentato il DAMS di Bologna, si è diplomato nel 2006 al Centro Sperimentale di Cinematografia; prima di questo ha diretto due lungometraggi: Ma che ci faccio qui! (2006), Cosimo e Nicole (2011).

Da dove sei partito per raccontare il tuo film?
Sono partito da uno spunto di Francesco Bruni che tra l’altro è stato il mio insegnante al centro sperimentale di cinematografia e che, posso dirlo, anche un mio grande amico oltreché sceneggiatore dei film italiani che amo di più. Il soggetto riguardava la storia di un intellettuale narcisista e un po’ fuori forma che da un giorno all’altro per un problema di salute deve frequentare la palestra per rimettersi in forma e nella quale incontra una personal trainer che gli sconvolge la vita e che dal punto di vista umano e caratteriale è po’ il suo contrario, tutto corpo e poco cervello. Attorno a questo canovaccio si è creato il gruppo del film.

E che gruppo.
Si, una concentrazione di talenti che davvero mi sorprende per l’adesione cosi bella e forte nei confronti del film. Non parlo solo degli attori ma anche del produttore Riccardo Tozzi, dell’altro sceneggiatore Davide Lantieri, di Vladan Radovic il direttore della fotografia, insomma si è creato un gruppo molto affiatato. Tu mi chiedi come inizia il film e io ti dico che inizia con me e Francesco Bruni a parlare di cinema e a cercare di indovinare come sviluppare il soggetto. Poi i film hanno tanti inizi, per cui uno nuovo è stato quando Toni Servillo ha accettato di parteciparvi – di fare Elia, il protagonista – A quel punto tutte le opzioni che avevo pensato per realizzare il film sono venute a coincidere con quel volto. Il volto di Toni segna profondamente la storia.

Era quello che avevi pensato oppure lo hai trovato per strada, ragionando?
Nasceva con lui. Il film è stato scritto pensando a lui, che è differente dal dire che l’ho scritto per lui, affermazione che potrebbe far pensare a un lavoro su commissione.

(www.taxidrivers.it)