Home /

Il colore nascosto delle cose

Regia: Silvio Soldini
Soggetto e sceneggiatura: Doriana Leondeff, Davide Lantieri, Silvio Soldini
Fotografia: Matteo Cocco
Musiche: Gian Luigi Carlone
Montaggio: Giorgio Garini con Carlotta Cristiani

Interpreti:
Valeria Golino (Emma), Adriano Giannini (Teo), Arianna Scommegna (Patti), Laura Adriani (Nadia), Anna Ferzetti (Greta), Giuseppe Cederna (tassista notturno)

Durata: 115 minuti
Origine: Italia/Svizzera, 2017

Emma è una donna che ha perso la vista a sedici anni, ma non ha permesso alla sua vita di precipitare nel buio. Impegnata professionalmente come osteopata, visita pazienti e tiene rapporti costanti con loro. A cambiare le cose è l'incontro con Teo, pubblicitario quarantenne dalla vita sregolata e frenetica, abituato a vivere i rapporti di coppia in modo distratto e imprevedibile...

LA PAROLA AL REGISTA

Silvio Soldini (Milano,1958) è regista, sceneggiatore e produttore. Esordiente nel 1990 con L’aria serena dell’ovest , che registra un significativo successo di pubblico, ottiene la vera consacrazione, anche a livello internazionale, nel 2000 con Pane e tulipani . Le sue opere più recenti sono lo splendido Giorni e nuvole (2007), Cosa voglio di più (2010) e Il comandante e la cicogna (2012).

«L'idea di questo film si è fatta strada lentamente dopo l’esperienza di Per altri occhi, il documentario che ho girato con persone non vedenti qualche anno fa.  Ho scoperto un mondo che, devo ammettere, immaginavo diverso. Siamo abituati a pensare alla disabilità per lo più attraverso immagini stereotipate, a tenerla a distanza, spesso a compatirla. Invece tramite quel film ho incontrato persone straordinarie, vitali, determinate, curiose, coraggiose… la cui unica paura era che il mio sguardo su di loro potesse indugiare nella pietà.
I ciechi che ho conosciuto sono pieni d’ironia e di autoironia, non vivono la loro vita in modo drammatico, come siamo abituati a pensare, ma insieme determinato e leggero. Che siano nati non vedenti o abbiano perso la vista in seguito, nessuno di loro perde tempo a compatirsi; tutti lavorano, fanno sport di ogni genere, hanno una vita sentimentale, una famiglia, viaggiano, leggono…
Così, nel tempo, mi sono reso conto che al cinema ‐ quello di finzione soprattutto ‐ non avevo mai visto niente di tutto ciò. I personaggi ciechi esistono, certo, ma sono spesso tratteggiati in modo scontato, o sono arrabbiati con il mondo, o sono lì per suscitare pietà, o magari servono al racconto perché hanno talmente sviluppato gli altri sensi da sembrare persone con super‐poteri…
Ma una storia vicina alla realtà, come quelle che accadono nella vita di tutti i giorni, mi mancava.
IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE  nasce da tutto questo».

(note di regia dal pressbook del film)