Home /

IL CAMPIONE

regia di Leonardo D’Agostini

con Andrea Carpenzano (Christian Ferro), Stefano Accorsi (Valerio Fioretti), Ludovica Martino (Alessia), Mario Sgueglia (Nico), Anita Caprioli (Cecilia), Massimo Popolizio (Tito)
sceneggiatura: Giulia Louise Steigerwalt, Leonardo D’Agostini, Antonella Lattanzi
fotografia: Michele Paradisi
montaggio: Gianni Vezzosi

Origine: Italia 2019
Durata: 105'

Giovanissimo, pieno di talento, indisciplinato, ricchissimo e viziato. Christian Ferro è il campione, una rockstar del calcio tutta genio e sregolatezza, il nuovo idolo che ha addosso gli occhi dei tifosi di mezzo mondo. Valerio, solitario e schivo, con problemi economici e un’ombra del passato che incombe sul presente, è il professore che viene assegnato al giovane goleador quando, dopo l’ennesima bravata, il presidente del club decide che è arrivato il momento di impartirgli un po’ di disciplina, attraverso una tappa fondamentale per un ragazzo della sua età: l’esame di maturità. I due, che non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro, si troveranno legati a doppio filo, generando un legame che farà crescere e cambiare entrambi.

Ce l'abbiamo avuto davanti per anni, un film come Il Campione , ma nessuno era stato in grado di vederlo. Nessuno prima di quelli che ora l'hanno portato al cinema, dal regista Leonardo D'Agostini ai produttori Matteo Rovere (ve lo ricordate Veloce come il vento ?) e Sydney Sibilia, passando per Giulia Steigerwalt e Antonella Lattanzi alla scrittura: un gruppo di lavoro cui va riconosciuta la capacità e la determinazione di pensare e mettere assieme quel tipo di operazione produttiva che manca e che serve al nostro cinema commerciale: centrata, furba quanto basta, stereotipata magari ma non troppo, capace di sfruttare la realtà del nostro paese per raccontare una storia personale e universale, e di lavorare coi sentimenti così come con lo spettacolo. Certo, proprio perché lo abbiamo avuto davanti così a lungo, e perché l'intuizione di concretizzarlo è stata un uovo di Colombo, e perché comunque certe dinamiche narrative sono a volte tra l'ovvio e l'obbligato, il prezzo da pagare è un pelo di meccanicismo di troppo nel racconto. Ma va anche detto che qualche svolta non dico a sorpresa, ma almeno non obbligata, arriva lo stesso, e che nel finale c'è anche il coraggio dell'agrodolce, che non era affatto scontato. E se D'Agostini sconta qualche titubanza nelle poche scene il cui in calcio non è parlato, ma giocato davvero, i peccati sono veniali, e vengono ampiamente dimenticati grazie alla gestione intelligente dei ritmi e dei toni, e degli attori, quando l'attenzione è sulla storia e sui personaggi. Ecco, i personaggi. Il campione e il professore. Loro, prima di tutti, prima delle figure femminili che pure sono importanti, quelle presenti e quelle assenti; prima della corte dei miracoli che ruota attorno a Ferro, e al mondo del pallone, tra procuratori, direttori sportivi, allenatori e altro. […] Allora sì, il calcio, la ricostruzione del dietro le quinte e delle dinamiche di quello che più che uno sport è un business, e la vita solitaria e sotto i riflettori del Campione, che non può nemmeno prendere una cosa in pace al bar, o mangiare un panino da uno zozzone per strada senza essere inseguito dai fan. Tutto questo sì, ma prima di tutto un ragazzo, i suoi sentimenti, la sua testa. Che impara a usare come si deve dentro e fuori dal campo.
[Federico Gironi, Coming Soon]