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È arrivata mia figlia

Regia: Anna Muylaert
Soggetto e sceneggiatura: Anna Muylaert
Fotografia: Barbara Alvarez
Musiche: Fabio Trummer, Vitor Araujo
Montaggio: Karen Harley

Interpreti:
Regina Casé (Val), Michel Joelsal (Fabinho), Camila Mardila (Jessica), Karine Teles (signora Barbara), Lourenco Mutarelli (Carlos)

Durata: 110 minuti
Origine: Brasile, 2015

Brasile, oggi. Governante in una ricca famiglia di San Paolo, Val si occupa  anche di Fabinho, il figlio diciassettenne della padrona di casa sempre molto impegnata. All'improvviso Val riceve una chiamata dalla figlia Jessica che non vede da tantissimi anni; la ragazza arriverà in città e la sua venuta romperà gli equilibri rimasti immobili dentro quella villa con piscina.

LA PAROLA ALLA REGISTA

Anna Muylaert (San Paolo, Brasile, 1964) dopo l’attività di critico cinematografico e di sceneggiatrice per la televisione, ha esordito nella regia di lungometraggi nel 2002. Questo è il suo quarto film.

La prima stesura della sceneggiatura del tuo film è avvenuta venti anni fa. Cosa è cambiato nel corso del tempo? Com’è cambiato il Brasile e perché?
Il film ho iniziato a scriverlo quando è nato mio figlio, vent’anni fa, e affrontava il tema della maternità, della sua svalutazione, le babysitter, le questioni sociali ecc. ecc. e la prima versione si chiamava Porta della cucina però era molto legata al realismo magico. Allora si trattava del mio primo film ed ho pensato che sarebbe stato molto difficile per me girarlo, dunque l’ho messo da parte e nel frattempo mi sono dedicata ad altri due film più personali, con temi meno universali. Poi sono tornata a questo film ma con un approccio più realistico, la storia era quella attuale ma più legata a dei cliché, come quello della figlia che arrivava a San Paolo per fare la manicure. Poi con i cambiamenti che ci sono stati nel paese in questi anni e con il fatto che io non volevo assolutamente stare su questi cliché, o avere l’happy end un po’ scontato e da soap opera (lei che diventa una cantante famosa..). Quando ormai mancava poco alle riprese del film mi sono chiusa in casa proprio per poter pensare e trovare una soluzione, fino a che mi è venuta l’idea che la figlia veniva a San Paolo per studiare architettura, a fare questo esame, e lì è stato un salto del personaggio ed anche del film.

Ed è cambiato negli ultimi anni il sistema scolastico, l’inclusività e l’accessibilità nelle università in Brasile?
L’educazione va ancora molto male, è ancora riservata all’élite anche se Dilma ha recentemente fatto questa legge con delle quote di accesso all’università per la popolazione di colore. Questo dovrà favorire l’inclusione che però è ancora in divenire.

(www.sentieriselvaggi.it)